Che poi, alla fine, correre fa bene. Così almeno dicono. Il problema si pone quando, a furia di correre, non ti accorgi di quello che c’è intorno, cioè la vita. Semplicemente. A furia di girare come una trottola impazzita si perde il meglio: quattro chiacchiere salutari con il salumiere di fiducia, una rilassante lettura del quotidiano (un libro è una chimera), l’adorata pennichella che accompagna il dopopranzo (piuttosto: cos’è al giorno d’oggi il pranzo?), una scorsa alle vetrine… No! Non si può! Giammai!

Giornata tipo: 1. suona la sveglia; 2. mi alzo con le sembianze di un orso marsicano quando gli hanno rubato la merenda; 3. preparo il caffè per me e per l’altro orso; 4. quando l’altro orso ha fatto la doccia ed è uscito faccio io la doccia, mi vesto (con la velocità di un bradipo) ed esco; 5. se manca, metto benzina; 6. spesa quotidiana; 7.lavoro n.1; 8.intorno alle 13.30 torno a casa; 9.accendo il computer, porto avanti gli altri piccoli lavori che sto facendo mentre mangio un piccolissimo paninetto preparato con molta  velocità e poca voglia e lo ingurgito davanti al computer mentre parlo al cellulare con un mio simile; 10.ore 14,30 mi cambio per andare all’altro lavoro; 20.00 esco dal lavoro morta; durante il pomeriggio esco dall’ufficio per finire la spesa, pagare bollette, comprare cose necessarie per la mia (e la altrui) sopravvivenza, naturalmente alla velocità della luce perché devo rientrare al lavoro dove porto avanti tre attività in contemporanea. Ore 21.00 finalmente a casa, preparo qualcosa che assomiglia a una cena poi mi sbraco sul divano dove inizio a dormire. Finisco nel letto. Tutto questo dal lunedì al venerdì SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA’.

Lavoro in media 9 ore al giorno, un’ora di pausa pranzo, mille cose da fare durante la giornata. O te ne fai una ragione, o impazzisci. Ho preferito la prima opzione. Risultato? Vado avanti per forza di inerzia 365 giorni l’anno esclusi i week end, giorni in cui le note basse mi fanno ricordare che la realtà può essere anche molto bella, e che la vita è capace di riservare belle sorprese anche quando non le prestiamo la dovuta attenzione.

 

Cercando il significato del termine “corsa”, su Wikipedia trovo questa definizione: “col termine generico di corsa viene generalmente intesa una competizione di velocità su pista o su strada, sia podistica che con mezzi di trasporto”. Trovo anche che la corsa è l’escursione massima del pistone all’interno di un cilindro di un motore, che la guerra di corsa era la tecnica bellica dei corsari e che la Corsa è anche un modello di automobile prodotto dalla Opel.

Continuando a cercare, su un sito che parla di benessere trovo scritto che la corsa “è una pratica sportiva semplice, che consente di mantenere e di sviluppare una buona forma fisica, migliorando l’attività cardiaca e circolatoria. E’ anche un’attività piacevole: sembra infatti che serva a rilassarsi e a migliorare il tono dell’umore”.

Detto questo, mi sento più una Opel che una bella ragazza su un tapis roulant: osservando le mie giornate posso di sicuro affermare che, per me, la corsa è uno stile di vita.